


Cartella Clinica
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ANAMNESI PRIMARIA
Soggetto femmina, classe 1990.
Mostra tratti cognitivi affilati, reattività linguistica sopra la media e un’elevata tolleranza alla complessità.
Presenta illusioni funzionali: crede che la penna sia uno strumento chirurgico. Talvolta confonde la scrittura con un’operazione a cuore aperto.
Manifesta deliri controllati: interpreta l’uso dell’intelligenza artificiale come una nuova forma di scrittura aumentata, non come scorciatoia.
Rifiuta l’automatismo. Utilizza la macchina come lente, non come voce.
Mostra attitudine all’auto-diagnosi e una curiosità persistente verso i processi mentali altrui.
Rifiuta la guarigione completa, preferendo la lucidità intermittente.
MECCANISMI DI DIFESA
Iper-controllo della forma e del contenuto.
Prognosi: ancora nessuna stronzata rilevata, ma si monitora.
Evita slogan, frasi vuote e costruzioni che suonano vere senza esserlo.
La censura non è morale. È strutturale.
NOTE CLINICHE
Il soggetto non utilizza il marketing come maschera.
Lavora partendo da frasi che esistono già nella testa degli altri e le espone, le smonta, le mette sotto stress.
Non rassicura. Non semplifica. Non addolcisce.
Quando scrive, non cerca consenso.
Cerca attrito.
STORIA CLINICA PROFESSIONALE
Il soggetto presenta una storia professionale caratterizzata da una costante integrazione tra scrittura, progettazione narrativa e sistemi di senso applicati.
Ha operato in contesti differenti, mantenendo come costante l’analisi del linguaggio, delle strutture narrative e delle dinamiche di significato.
Mostra una tendenza a lavorare sui sistemi piuttosto che sui singoli output.
Nel tempo ha sviluppato competenze nella progettazione narrativa applicata a:
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comunicazione
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formazione
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game design
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dispositivi esperienziali
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progetti culturali e sociali
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web design (sottolineando il suo odio latente per wordpress
Il soggetto ha collaborato con enti, organizzazioni e progetti strutturati, spesso in ambito educativo o istituzionale, contribuendo alla definizione di:
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concept narrativi
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sistemi simbolici
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materiali formativi
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documentazione progettuale
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game documents e strutture di gioco
Mostra familiarità con ambienti di lavoro complessi e multilivello, inclusi:
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progettazione europea
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formazione professionale
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comunicazione strategica
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processi di co-design
Utilizza strumenti digitali e piattaforme di gestione dei contenuti come supporto operativo, non come fine.
È in grado di lavorare con CMS, strumenti di scrittura collaborativa e ambienti di pubblicazione, mantenendo il controllo editoriale dei contenuti.
Nel corso dell’attività professionale, il soggetto ha sviluppato un approccio critico verso il marketing tradizionale, rifiutando soluzioni decorative o puramente persuasive.
Predilige interventi che agiscono sulla struttura del messaggio piuttosto che sulla sua superficie.
La produzione professionale del soggetto include:
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contenuti scritti
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progetti narrativi complessi
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materiali editoriali
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documentazione di gioco
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sistemi formativi esperienziali
La traiettoria lavorativa mostra coerenza tematica più che continuità formale.
Il focus rimane l’atto di dare forma al senso, anche quando cambia il contesto applicativo.
Nota clinica
Il soggetto non ricerca stabilità di ruolo, ma stabilità di linguaggio.
Mostra resistenza all’adattamento passivo e una preferenza per posizioni ibride, difficilmente etichettabili.
FATTORI PREDISPONENTI
Il soggetto mostra una esposizione continuativa e volontaria a contenuti narrativi ad alta intensità emotiva e simbolica.
Manifesta una distinzione netta tra orrore e terrore.
Non è attratta dalla rappresentazione esplicita della violenza, del sangue o del mostro come spettacolo.
Mostra invece interesse per forme di paura più sottili, latenti, domestiche.
Predilige ciò che Stephen King descrive come terrore:
la percezione di una presenza che non si vede,
la mano sulla spalla che non c’è, l’idea che qualcosa sia successo senza essere stato mostrato.
Questo tipo di paura viene riconosciuto come ancestrale, funzionale alla sopravvivenza, ma anche capace di logorare dall’interno.
Il soggetto individua lo stesso meccanismo nelle persone: potenziale inespresso, tensione trattenuta, emozioni non risolte che agiscono sotto la superficie.
Il videogioco viene considerato una forma d’arte narrativa a pieno titolo.
Mostra una predilezione per esperienze story-driven, investigative e psicologiche.
Tra i riferimenti principali:
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produzioni Wadjet Eye
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Kathy Rain
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I Have No Mouth and I Must Scream
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Silent Hill, inteso come esplorazione del trauma attraverso lo spazio
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Koudelka
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Final Fantasy, per la struttura del viaggio
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Devil May Cry e Bayonetta, come esempi di libertà creativa estrema e non contenuta
Viene riconosciuto nel gioco il valore di rendere il soggetto parte attiva del racconto, non semplice osservatore.
In ambito letterario, il soggetto attribuisce valore anche a opere considerate minori o per l’infanzia, come Piccoli Brividi, riconoscendone la funzione educativa: allenare alla paura come si allena qualsiasi altra emozione.
La scrittura nasce in assenza di altri talenti espressivi percepiti come praticabili.
Il soggetto riferisce il desiderio di saper disegnare, danzare o cantare, abilità non possedute.
Rimane la scrittura come strumento principale per dare forma all’immaginazione e alle idee.
Ricorrono in modo ossessivo i temi del senso, dello spreco, del dolore.
Il soggetto mostra una preferenza per narrazioni crude, prive di grandi risoluzioni o artifici, in cui il trauma viene esposto senza mediazioni.
Riconosce maggiore impatto nelle storie che non spiegano cosa è stato provato, ma mostrano ciò che è accaduto.
La risonanza emotiva è legata alla sottrazione, non all’enfasi.
Il soggetto abbandona un’idea quando la percepisce come banale, muta o incapace di dire qualcosa di necessario.
Scrive partendo da sé, ma mantiene una costante attenzione al lettore, vissuta talvolta come interferenza.
È presente una tensione irrisolta tra il desiderio di rischio creativo e la necessità di controllo della ricezione.
NOTE DEL MEDICO CURANTE
Il medico curante non è' più disponibile.
Il soggetto ha preso in carico il referto.






